Mafia e Stato: cronaca di un rapporto sempre vivo
Un vero e proprio bagno di folla per la Prima Giornata della Legalità organizzata dall’associazione culturale Ciak. Pieno in ogni ordine di posto l’auditorium dell’istituto Enrico Fermi, che del rispetto delle regole e della legalità ne ha fatto dei punti cardine della propria offerta formativa.
Tanti i giovani, che sono stati la maggior parte del pubblico.
Un successo sperato, vista l’importanza dei temi discussi. Un successo che lascia sperare di essere riusciti a toccare le coscienze dei giovani presenti. L’auditorium pieno, più di un centinaio di contatti di media per la diretta streaming su TivoTv, sono numeri che ci confortano e lasciano sperare un futuro con sempre più gente impegnata contro la mafia.
Immagini dure, come quelle raccontate da Gianluca Manca a proposito della morte del fratello finita nel dimenticatoio di una giustizia che ha bollato un omicidio come suicidio. Un dottore, Attilio Manca, ucciso perché ha curato un boss della mala, Bernardo Provenzano.
Marco Travaglio
Gioacchino Genchi
Gianluca Manca
Sonia Alfano
Venerdì 12 febbraio alle h.15 partì, dalla Prefettura di Viterbo, presso Piazza del Comune, un corteo di commemorazione, che passando da Via Cavour giungese presso la Sala Conferenze della Provincia, in Via Aurelio Saffi. In questa sede, dalle h. 16, un incontro per affrontare, denunciare ancora una volta e tentare di dirimere le tante controversie del caso di Attilio Manca.
Interventi: Augusto Mirabile,
Avv. Fabio Repici,
Sen. Beppe Lumia,
On. Sonia Alfano,
Gianluca Manca,
Angelina Manca,
Stefano Zolea.






"Vi è stata data la scelta tra la guerra ed il disonore. Avete scelto il disonore e avrete la guerra."


