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Venerdì 02 Luglio 2010

Tribunale - Verrà valutato se riaprire le indagini o archiviare
Mafia, si decide sul caso Manca
Viterbo - 2 luglio 2010 - ore 2,00
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- Caso Manca, si decide sull’archiviazione.
Si terrà il prossimo 16 luglio, al tribunale di Viterbo, l’udienza per la decisione sull’archiviazione della vicenda di Attilio Manca.
Il giovane urologo di Belcolle fu trovato cadavere nella sua casa in via Santa Maria della Grotticella, a Viterbo, il 12 febbraio 2004. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze, presenti nel sangue e nelle urine di Attilio: alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Sul suo braccio i segni di due iniezioni.
Per la Procura di Viterbo non c’è dubbio che si sia trattato di suicidio. Il pm Renzo Petroselli ha chiesto per tre volte l’archiviazione del caso, incontrando sempre la dura opposizione della famiglia Manca, assistita dal legale Fabio Repici.
La madre e il fratello di Attilio sono convinti che dietro la morte del giovane medico ci sia la mano della mafia. Attilio, infatti, potrebbe aver assistito all’intervento alla prostata al quale fu sottoposto Bernardo Provenzano, nella clinica di Marsiglia.
Il “capo dei capi”, uccidendo il giovane urologo, avrebbe potuto liberarsi dell’unico testimone italiano del “viaggio della speranza” che il boss compì in Francia nell’ottobre 2003. A rinsaldare la tesi dei Manca, l’improvvisa trasferta in Francia di Attilio, che sarebbe avvenuta proprio nell’autunno 2003.
L’inchiesta è congelata alla fase delle indagini preliminari. Dopo l’incidente probatorio sulle tracce di dna trovate nell’appartamento di Attilio, la Procura si è fermata.
Il gip Gaetano Mautone, finora, ha sempre accolto i ricorsi della famiglia Manca alle richieste di archiviazione del pm.
Nella prossima udienza, del 16 luglio, Mautone è chiamato ancora una volta a decidere se chiudere definitivamente il fascicolo o riaprirlo. In tal caso, le indagini sulla vicenda di Attilio dovranno andare avanti. Prendendo, perché no, in considerazione la misteriosa impronta nel bagno di Attilio. O quelle due siringhe che, in sei anni, come sottolinea la famiglia Manca, non sono mai state analizzate.

Link: http://www.tusciaweb.it/notizie/2010/luglio/2_1mafia.htm