Archivi del mese: giugno 2016

Omicidio Manca, esposto a Roberti: coordinamento tra le procure

manca-attilio-1I legali della famiglia del giovane urologo chiedono uno sforzo investigativo per fare luce sulla morte del loro congiunto
di Lorenzo Baldo
“E’ necessario che codesta On.le Procura Nazionale Antimafia eserciti tutti i propri poteri di coordinamento e di indagine tra le Procure Distrettuali Antimafia di Roma, Palermo e Messina, affinchè si assicuri un efficace coordinamento e scambio di informazioni fra i predetti Uffici inquirenti, soprattutto attraverso una coerente e unanime valutazione della attendibilità delle dichiarazioni del D’Amico (il pentito Carmelo D’Amico, ndr), in quanto incoerenze e divergenze di vedute su queste cruciali dichiarazioni comporterebbero l’inefficacia della doverosa azione della Magistratura italiana, che finora ha impedito di svelare uno dei più oscuri misteri criminali degli ultimi anni e di individuare i responsabili di tale brutale omicidio. Continua a leggere

“Suicidate Attilio Manca”, dai pm delle indagini “testimonianza penosa”

13394111_556392327899440_2946163678425484469_ndi Miriam Cuccu
La presentazione del libro a Palermo. Giarrusso: ”In Commissione antimafia risposte sconcertanti”
Dietro il caso di Attilio Manca, il ritrovamento dell’urologo morto la mattina del 12 febbraio 2004, ci sono “testimonianze imbarazzanti” che provengono dalla stessa magistratura. È quanto denuncia il senatore M5S Mario Michele Giarrusso (componente della Commissione antimafia) durante la presentazione del libro “Suicidate Attilio Manca” del vicedirettore di Antimafia Duemila Lorenzo Baldo (edizioni Imprimatur) organizzata dall’Associazione Culturale Falcone e Borsellino a Palermo.
L’audizione dei magistrati Pazienti e Petroselli (che si occuparono delle prime indagini su Attilio Manca, ndr) è stata una delle più penose”, così l’ha descritta Giarrusso parlando di quando la Commissione parlamentare antimafia chiamò a chiarire l’inchiesta su quello che sempre più assume i contorni di un omicidio, dietro il quale si staglia l’ombra della latitanza del boss Bernardo Provenzano da proteggere a tutti i costi. “A prescindere dall’evidente inadeguatezza – continua il senatore – traspariva il fastidio per essere stati disturbati a rispondere in commissione del loro operato” fornendo “risposte sconcertanti” come sul fatto che “dai risultati non emerge che il setto nasale di Attilio risulti rotto e deviato” quando invece le foto del corpo dell’urologo parlano chiaro. In più, aggiunge Giarrusso “la conduzione della Commissione antimafia da parte di Rosy Bindi è insufficiente e lacunosa”, e il caso Manca “riguarda tutto il nostro Paese, compresa la trattativa tra Stato e mafia”. Continua a leggere

Quando la foto del morto parla

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Il libro di Lorenzo Baldo sulla fine di Attilio Manca

di Saverio Lodato
Prima o poi sarà introdotto il divieto di “fotografare il morto”, di lasciare a futura memoria l’immagine dello scempio di chi si è accanito, di documentare gli effetti delle torture di uomini su altri uomini, perché il Potere non può più concedersi il lusso di essere clamorosamente smentito nelle sue versioni ufficiali, imbastite sulla menzogna e nel categorico rifiuto di prendere atto della verità. Il “morto”, infatti, può parlare, può indicare la colpa e i colpevoli, può smentire all’infinito i Burocrati del Terrore quando si danno da fare, sui giornali, in televisione, o nelle aule di tribunali e corti d’assise, per troncare e sopire, dichiarando che “non è successo nulla”.
Forse questa è una previsione paradossale, avveniristica. Ma in cosa differisce dall’eterno tentativo del Potere, della Politica, del Governo, di regolamentare, tacitare, rendere inutilizzabili, mettere al bando le intercettazioni telefoniche perché raccontano ai cittadini quanto accadde, cosa si dissero i coinvolti, e perché svelano contenuti scabrosi che è meglio rimangano all’oscuro nelle segrete stanze? Se la gente non deve sentire, la gente non deve neanche vedere. Continua a leggere

“Manca? Uccidetelo a Barcellona”

provenzano-forze-ordinedi Luciano Mirone
Quale ruolo avrebbe avuto Attilio Manca nell’operazione di Provenzano? Qui i magistrati della Procura distrettuale antimafia di Roma potrebbero sbizzarrirsi indagando sui movimenti compiuti dal giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto nell’autunno del 2003, per comprendere se è vero – come sostengono i familiari – che in quel periodo egli effettuò almeno una telefonata dal sud della Francia “per vedere un intervento chirurgico” (testuali parole riferite dalla madre), episodio smentito dalla Squadra mobile di Viterbo, secondo la quale il medico, in quei giorni, non si era allontanato dalla città laziale. La circostanza, però, è stata contraddetta clamorosamente dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” (gennaio 2014), che attraverso i registri delle presenze, ha stabilito che Attilio risultava assente dall’ospedale di Viterbo proprio in quei giorni. Dov’era? Nessuno lo ha mai accertato. Anche su questo, dovrebbero essere spiegate tante cose. Continua a leggere

“Suicidate Attilio Manca”, il dolore di una madre che chiede giustizia

di Miriam Cuccu
Ingroia alla presentazione del libro: “Un esposto alla Dna per coordinare le due procure”

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“Vivere affianco alla famiglia Manca, dormire nella camera di Attilio, è stata un’immersione che è andata oltre la scrittura. Lì ho percepito la sua presenza e il suo incrollabile amore per la vita”. Così  nasce “Suicidate Attilio Manca”, il libro edito da Imprimatur e scritto da Lorenzo Baldo, vicedirettore di Antimafia Duemila, sulla storia dell’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto trovato morto l’11 febbraio 2004. Una morte che doveva passare come il suicidio di un drogato (la causa del decesso fu un mix di droga, alcool e tranquillanti) ma che in realtà fu “un omicidio di persone perbene”, ovvero “un omicidio di Stato”. Così l’ha definito Antonio Ingroia, legale della famiglia Manca insieme a Fabio Repici. Entrambi ieri sono intervenuti alla prima presentazione del libro (organizzata dall’Associazione nazionale amici di Attilio Manca e dall’Associazione Culturale Falcone e Borsellino) proprio a Barcellona, con Luciano Mirone, giornalista, scrittore e autore di un altro libro su Attilio (“Un suicidio di mafia”), Gianluca Manca, fratello di Attilio, Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila, e lo stesso Baldo. Continua a leggere