Archivi del mese: ottobre 2016

Caso Manca, niente proscioglimento per l’imputata

manca-attilio-web1La difesa lo aveva chiesto all’ultima udienza – Il giudice: “Avanti col processo”
Viterbo. Chiesto il proscioglimento per Monica Mileti.
Il processo alla cinquantenne romana, accusata di aver dato al medico Attilio Manca la dose di eroina che lo stroncò nel 2004, ha rischiato di chiudersi ieri con una sentenza di prescrizione.

Lo aveva chiesto la difesa dell’imputata, in base al capo di imputazione generico perché formulato prima del restyling normativo in materia di stupefacenti e, in particolare, prima che fosse introdotta la distinzione tra spaccio grave o lieve. Una questione di forma, ma anche di sostanza. Continua a leggere

Mafia, massoneria o 007. Chi ha ”suicidato” Attilio Manca?

manca-attilio-2di Biagio Finocchiaro
“Era buio e il silenzio fu rotto dal ritmo che fa qualche paio di passi che marcia nell’oscurità si sentì sbattere forte la cella rumori sordi bestemmie a metà strattonamenti e gli sputi di rabbia di chi sa chi morirà. Ma io che ero là vi racconto la storia che so Michele no, no Michele non si suicidò”

(Nobraino – Michè)

La scena è questa: via Santa Maria della Grotticella, a Viterbo, sono le 11 di mattina del 12 febbraio 2004 e viene rinvenuto, mezzo nudo e riverso trasversalmente sul proprio letto, un corpo pieno di lividi ed ecchimosi, probabilmente stravolto da pugni e calci. Una bocca dalla quale fuoriescono copiosi rivoli di sangue, un setto nasale deviato ed un testicolo notevolmente gonfio. Sul braccio sinistro due segni di iniezioni e nel sangue tracce di alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Accanto al corpo vengono rinvenute anche due siringhe, entrambe con i tappi salva ago e copri stantuffo inseriti. Lui è il siciliano Attilio Manca, giovane e brillante urologo dell’ospedale di Viterbo, il primo in Italia, insieme al prof. Ronzoni, ad operare il cancro alla prostata per via laparoscopica. Ho fatto qualche domanda al fratello di Attilio, Gianluca Manca, da anni in prima linea per scoprire la verità sulla morte del fratello. Continua a leggere

La mafia ordina ”Suicidate Attilio Manca” – Pordenone, 12 Novembre

20161112-pres-suicidate-mancaSabato 12 novembre alle ore 20.45 presso l’Auditorium della Regione Autonoma FVG (Via Roma 2) di Pordenone, Lorenzo Baldo presenta Suicidate Attilio Manca. Intervengono, assieme all’autore, Gianluca Manca e Giorgio Bongiovanni.
Modera Anna Petrozzi. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming!

“E’ il 12 febbraio 2004. A Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca. Il corpo del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che operava all’ospedale di Viterbo, è riverso trasversalmente sul piumone del letto, seminudo”…
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Presentazione del libro ‘Suicidate Attilio Manca’ – Viterbo, 4 Novembre

20161104-suicidate-attilio-manca-1Venerdì 4 novembre alle ore 18 presso la Libreria Etruria di via Matteotti, 67 a Viterbo Lorenzo Baldo presenta “Suicidate Attilio Manca”. Intervengono assieme all’autore Luca Manca, Antonio Ingroia, Fabio Repici, Giulia Sarti e Giorgio Bongiovanni.
Modera Simona Zecchi. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sul sito antimafiaduemila.com.


“E’ il 12 febbraio 2004. A Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca. Il corpo del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che operava all’ospedale di Viterbo, è riverso trasversalmente sul piumone del letto, seminudo”….
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Presentazione del libro ‘Suicidate Attilio Manca’ – Mantova, 19 Ottobre

suicidate-attilio-manca“E’ il 12 febbraio 2004. A Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca. Il corpo del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che operava all’ospedale di Viterbo, è riverso trasversalmente sul piumone del letto, seminudo”….

Don Luigi Ciotti: Ogni vittima innocente delle mafie è stata per la sua famiglia, i suoi cari, la sua cerchia di affetti una perdita incolmabile. A maggior ragione se alla perdita si è aggiunto – come è accaduto spesso – il vuoto di verità e giustizia, o persino la calunnia e la diffamazione a danno della vittima.
Mi riferisco a quelle vicende in cui non solo l’omicidio è rimasto impunito, ma è stato attribuito a una presunta seconda vita della persona, a un suo frequentare mondi e situazioni distanti dal ruolo svolto in pubblico.
Rischiò di essere vittima di questa macchinazione don Peppe Diana, del quale qualcuno scrisse, a cadavere ancora caldo, che era stato ucciso per una “storia di donne”, salvo essere smascherato per uno al soldo della stessa camorra che aveva assassinato don Peppe. Continua a leggere

Presentazione del libro ‘Suicidate Attilio Manca’ – Brescia, 18 Ottobre

20161018-pres-suicidate-attilio-manca_1“E’ il 12 febbraio 2004. A Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca. Il corpo del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me), che operava all’ospedale di Viterbo, è riverso trasversalmente sul piumone del letto, seminudo”….

Don Luigi Ciotti: Ogni vittima innocente delle mafie è stata per la sua famiglia, i suoi cari, la sua cerchia di affetti una perdita incolmabile. A maggior ragione se alla perdita si è aggiunto – come è accaduto spesso – il vuoto di verità e giustizia, o persino la calunnia e la diffamazione a danno della vittima.
Mi riferisco a quelle vicende in cui non solo l’omicidio è rimasto impunito, ma è stato attribuito a una presunta seconda vita della persona, a un suo frequentare mondi e situazioni distanti dal ruolo svolto in pubblico.
Rischiò di essere vittima di questa macchinazione don Peppe Diana, del quale qualcuno scrisse, a cadavere ancora caldo, che era stato ucciso per una “storia di donne”, salvo essere smascherato per uno al soldo della stessa camorra che aveva assassinato don Peppe. Continua a leggere

Attilio era mio figlio

manca-attilio-angela-archiviodi Angela Manca
In Italia ci sono casi di omicidio di cui non si deve parlare e sui quali è opportuno tenere un basso profilo, minimizzare, nascondere, insabbiare. Quello di Attilio appartiene a tutti questi.
Attilio era un figlio affettuoso, protettivo, vicino in ogni momento della nostra vita. E’ stato ucciso l’11 Febbraio del 2004 nella sua casa di Viterbo. Mancavano nove giorni al suo 35° compleanno. Lo hanno trovato disteso sul letto con il volto insanguinato, il setto nasale deviato, ecchimosi in tutto il corpo, ma soprattutto ai polsi ed alle caviglie. Il sangue aveva oltrepassato il piumone su cui Attilio era disteso ed era finito per terra formando una pozza di sangue. Continua a leggere