Archivi del mese: dicembre 2016

Paola Regeni donna dell’anno. E Angela Manca?

manca-angela-1di Luciano Mirone
È Paola Regeni, secondo “D”, il supplemento femminile del quotidiano La Repubblica, la donna dell’anno, seguita da altri nove straordinari simboli femminili che, al pari della Regeni, ammiriamo per il loro coraggio e la loro abnegazione nel portare avanti le loro battaglie civili.
Abbiamo semmai da obiettare – e tanto – sul fatto che una donna non meno combattiva, non meno dignitosa, non meno impegnata come Angela Manca sia stata ancora una volta oscurata dalla grande stampa.
Si potrebbe facilmente obiettare dicendo che questa classifica è frutto dei gusti dei lettori e non del giornale. Giusto. Ma ci chiediamo: i lettori di Repubblica – come quelli del Corriere della Sera, de La Stampa, e di molti altri giornali – sono stati messi nelle condizioni di conoscere la storia di Angela Manca, come si è fatto con le vicende per le quali queste dieci donne sono state scelte? Continua a leggere

Parlare di mafia, perché non è solo Cosa di Sicilia

5“Parlate di mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene”
di Maria Marzullo e Antonio Caldarelli

Nasce dalle parole pronunciate dal giudice Paolo Borsellino il nuovo progetto di educazione alla legalità promosso da Antonio Caldarelli e Maria Marzullo dell’Associazione Culturale Terra Mater in collaborazione con l’avvocato Tamara Tonus per le classi terze delle scuole secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Fontanafredda e dell’Istituto Comprensivo “Villa Varda” di Brugnera (PN). Continua a leggere

Una lettera ad Attilio Manca

manca-famiglia-bigdi Simone Maurelli*
In seguito a quello che è avvenuto, vorrei scrivere qualcosa anche io riguardo Attilio Manca.
Ho conosciuto Attilio verso la fine del 2002, in quello che sta per diventare il nuovo reparto di urologia di Belcolle. Me lo ricordo come una persona dolce, garbata, di bell’aspetto. All’inizio era tutto complicato, mille cose da organizzare, tante persone da conoscere, un primario esigente che aveva bisogno di far subito bella figura e successivamente quando sono arrivate altre due persone abbiamo fatto una bella squadra. Nelle  difficoltà è nata una grande amicizia tra me e te, siamo riusciti a stemperare delle tensioni spesso grazie a delle battute; mi ricordo con piacere le nostre uscite insieme, la tua allegria, i tuoi sorrisi.
Ricordo con piacere la tua sincerità, la tua grande disponibilità, la tua nobiltà d’animo, soprattutto una grande generosità che finora non ho mai ritrovato a quei livelli. Continua a leggere

Caso Attilio Manca: lettera aperta a tutta la società civile

manca-attilio-3Missiva per: Di Matteo, Borsellino, Ciotti, Travaglio, Guzzanti, de Magistris, Maraini ed altri…
di Luciano Armeli Iapichino

Criminale! Vorrei iniziare questa lettera con la parola criminale. Tornerò tra qualche riga sul perché di questo input forse eccessivo, forse inappropriato, forse inadeguato … o forse troppo puro e non del tutto schietto se riferito all’iter processuale inerente alla morte dell’urologo siciliano, Dott. Attilio Manca. I destinatari di questa missiva non sono stati scelti a caso. Rappresentano, a molte latitudini, di certo per alcuni che pochi non sono, compreso lo scrivente, l’ultimo baluardo sano di quel mondo delle istituzioni, del giornalismo, dello spettacolo, della rappresentanza del popolo e della cultura. Rappresentano, ossia, i degni riceventi cui poter affidare, nell’Italia di oggi, una riflessione, uno sfogo, l’amara e di certo l’ennesima consapevolezza che il Paese-Italia, quello del Bernini, degli Uffizi, del teatro greco di Siracusa, quello della bellezza smisurata, quello delle vittime sacrificate sull’altare della mafia, sia diventato il palcoscenico di una tragedia insolita ma, a quanto pare e per certi aspetti, tristemente cronica:

la mortificazione del Diritto alla Verità. Continua a leggere

Morte annunciata di un medico che sapeva troppo

suicidate-attilio-mancaLorenzo Baldo ricostruisce il caso dello strano suicidio di Attilio Manca all’ombra di Cosa Nostra
di Attilio Bolzoni

L’uomo è seminudo, disteso sul letto. Il viso sporco di sangue, sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni. È morto da diverse ore. Un sopralluogo frettoloso e un’indagine molto approssimativa portano i poliziotti a una facile conclusione: «Si è tolto la vita». Il caso è chiuso. È il 12 febbraio del 2004 e a Viterbo viene ritrovato il cadavere di Attilio Manca, un giovane urologo di origini siciliane. Il suo paese è Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. È una piccola grande capitale di mafia dove si è nascosto per qualche tempo anche Nitto Santapaola, il capo della Cosa Nostra catanese. L’autopsia che viene ordinata sul corpo di Attilio Manca sentenzia: un buco. È stato ucciso da un cocktail di eroina, sostanze alcoliche e ansiolitici. La pratica finisce rapidamente in archivio. Ma c’è qualcosa che non quadra, qualcosa che racconta altro del giovane urologo e della sua morte. Continua a leggere

Caso Manca: al processo Mileti menzogne, calunnie e falsità

manca-attilio-eff-vetro-rotto-1di Lorenzo Baldo
Eccoli. Gli ex amici di Attilio Manca sfilano davanti al Gup di Viterbo, Silvia Mattei. Tusciaweb riporta stralci delle loro dichiarazioni al processo contro Monica Mileti accusata di aver ceduto le dosi fatali di eroina che hanno causato la morte del giovane urologo siciliano. E’ come se sullo schermo si proiettasse un vecchio film. Calunnie, menzogne e poi ancora spudorate falsità che riportano indietro nel tempo. Quasi in sordina prendono la parola Lelio Coppolino e Salvatore Fugazzotto. “Con Attilio – ribadisce quest’ultimo – ho fatto uso di eroina negli anni ’80. Andavamo a comprare la droga in piazza e, in Sicilia, Attilio è stato anche coinvolto nell’operazione antidroga Mare Nostrum”. Avanti un altro. “Sul finire del liceo – afferma Coppolino – ho iniziato a fare uso di marijuana con un gruppo di amici, tra cui Attilio. Abbiamo fumato fino ai 21 anni, per poi provare l’eroina che sniffavamo o ci iniettavamo in vena”. E’ la volta degli ex investigatori della Squadra Mobile di Viterbo. Tra questi c’è l’ex capo della Mobile, Salvatore Gava, già condannato a 3 anni e 8 mesi per un suo falso verbale relativo al ritrovamento di alcune spranghe e molotov alla scuola Diaz durante il G8 di Genova del 2001. Il Procuratore della cittadina laziale, Paolo Auriemma, ci tiene ad essere presente in aula per interrogare i testi. Peccato che non abbia manifestato lo stesso interesse per la deposizione del 4 novembre scorso di Angela Manca, liquidata dal Pm e dal Gup dopo pochissime domande. Continua a leggere

Attilio Manca. In procura va in scena una farsa

manca-attilio-web4di Luciano Armeli Iapichino
Di questi tempi, in questa nazione, una cosa è certa: il popolo è stanco di subire vessazioni, umiliazioni, agguati alla sua dignità da parte di quelle Istituzioni che vengono percepite come oscuri covi di potere votati all’autotutela del sistema ma che ormai, incapaci di celarsi dietro la maschera della difesa degli interessi collettivi, rasentano la farsa, brutalizzano i principi costituzionali, sterminano la Giustizia, alimentando un’indignazione generale sempre più crescente. Continua a leggere

“Suicidate Attilio Manca” tra i finalisti del Premio Nabokov 2016 – Lecce, 7 Gennaio

suicidate-attilio-mancaDopo attenta lettura la giuria ha definito la rosa dei finalisti per la sezione editi e inediti di narrativa, poesia e saggistica del Premio Letterario Nabokov – 2016, che andranno in finale. La premiazione – con presentazioni dei libri e degli autori – si terrà il 7 gennaio 2017 a Novoli (Lecce) presso il Teatro Comunale, nell’ambito di Incipit Festival Letterario.
Tra i finalisti della sezione saggistica: “Suicidate Attilio Manca” (Imprimatur) di Lorenzo Baldo Continua a leggere

Presentazione del libro “Suicidate Attilio Manca” – Pordenone, 17 Dicembre

20161217-pres-suicidate-attiliomancaIl progetto “Indagine sulla legalità. Percorso di educazione alla legalità e vivere civile” ideato dall’Associazione Culturale “Terra Mater” promuove la Cultura della Legalità nella realtà scolastica favorendo, nell’ambito dei valori di cittadinanza attiva, la collaborazione fra il mondo dell’associazionismo e la scuola.
Il Progetto nasce come premessa socio-culturale atta a sviluppare ed avviare negli studenti la conoscenza e la funzione delle regole, a far comprendere loro come il vivere civile si fondi su un sistema di relazioni giuridiche nella consapevolezza che valori come la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la democrazia e la sicurezza vadano perseguiti e protetti ponendosi in contrasto contro ogni forma e fenomeno di illegalità.
Il percorso di educazione alla legalità promosso nelle scuole secondarie di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Villa Varda” di Brugnera e dell’Istituto Comprensivo “Rita Levi Montalcini” di Fontanafredda ha visto coinvolti più di 170 ragazzi sul tema legalità. Fotogra e, video e componimenti raccontano questa esperienza nello scenario del Canevon di Villa Varda. Continua a leggere