Archivi del mese: gennaio 2017

“Attilio Manca non è un cittadino d’Italia come Giulio Regeni?”

manca-angela-vit-c-emanuele-di-stefanoL’appello della madre dell’urogolo
Viterbo.
”Ma Attilio non è un cittadino della nostra Italia, come Giulio Regeni?” Queste le parole che Angela Manca consegna alla sua pagina Facebook, all’indomani della svolta sulle indagini riguardo al ricercatore ucciso in Egitto lo scorso anno.

Angela Manca è una donna che non si arrende. Angela Manca è una madre che cerca ancora giustizia per il figlio, l’urologo Attilio Manca, ritrovato cadavere nel 2004 nella sua casa a Viterbo. Da sempre la donna sostiene l’idea che il giovane figlio sia stato ucciso per mano della mafia, per coprire l’operazione del boss Provenzano. Ma ha contro le sentenze dei tribunali, anche quello viterbese, che invece hanno dato come causa della morte un’iniezione volontaria e letale di stupefacenti e farmaci. Continua a leggere

Giulio Regeni-Attilio Manca. Le storie parallele

manca-angela-rai3di Luciano Mirone
“Non potete immaginare il disprezzo e la delusione che provo nel vedere tutta la stampa nazionale mobilitata per l’omicidio di Giulio Regeni, per la cui morte provo immenso dolore, mentre solo pochi giornalisti e giornali coraggiosi parlano di Attilio. Ma Attilio non è un cittadino della nostra Italia? Non sono sufficienti le dichiarazioni di numerosi pentiti? Perchè lo STATO continua a tacere?”. Continua a leggere

Enna, il giornalista Lorenzo Baldo presenta “Suicidate Attilio Manca” alla Tommy’s Wine Enoteca

suicidate-attilio-mancaIl prossimo martedì, 24 gennaio, ore 19,30, alla Tommy’s Wine Enoteca, nell’ambito degli appuntamenti “A cena con…” il giornalista , vice direttore di AntimafiaDuemila, presenta il suo ultimo libro Suicidate Attilio Manca. Imprimatur Editore, prefazione di don Luigi Ciotti. Baldo, che già con il collega Giorgio Bongiovanni è autore de Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino, nel suo lavoro racconta dell’urologo, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, nel messinese, che avrebbe partecipato all’intervento del boss Bernardo Provenzano. Il 12 febbraio 2004 il medico vene trovato morto a Viterbo, in un appartamento di via Monteverdi. Per la Procura sì’ è trattato di un suicidio. A causarne la morte, come accertato dall’autopsia, l’effetto combinato di tre sostanze, presenti nel sangue e nelle urine di Attilio: alcolici, eroina e Diazepam (il principio attivo contenuto nel sedativo Tranquirit). Sul suo braccio sinistro i segni di due iniezioni. Continua a leggere

Presentazione del libro “Suicidate Attilio Manca” – Trapani, 28 Gennaio

20170128-suicidate-attilio-manca-trapaniDiretta streaming!

Sabato 28 gennaio, dalle ore 17.30 alle 19.30, a Trapani presso la Sala Laurentina di Via Generale Domenico Giglio (Centro storico di Trapani) si terrà la presentazione del libro “Suicidate Attilio Mancadi Lorenzo Baldo.

Programma

Saluti:
Roberta Gatani, Coordinatrice Agende Rosse “Rita Atria” di Trapani

Interventi:
Lorenzo Baldo, giornalista e autore del libro

Angela Manca, madre di Attilio Manca
(in collegamento telefonico)

Vincenzo Agostino e Augusta Schiera
(genitori di Antonino Agostino, poliziotto ucciso nel 1989) Continua a leggere

Caso Manca: i contatti con la Mileti e quei “buchi neri” mai esplorati

manca-attilio-segnale-cellAl processo di Viterbo l’ispettore di Polizia Galati torna a parlare di tabulati telefonici
di Lorenzo Baldo

Battute finali al processo a carico di Monica Mileti, accusata di aver ceduto la dose fatale di eroina che ha ucciso il giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto, Attilio Manca.
E’ la volta dell’ispettore di Polizia presso la Questura di Messina, Maurizio Galati, che ha acquisito alcuni tabulati delle telefonate del giovane medico siciliano trovato morto il 12 febbraio 2004. Davanti al giudice Mattei, Galati conferma di aver riscontrato frequenti telefonate tra il Manca e la Mileti anche su un’utenza non direttamente riconducibile alla cinquantenne romana. Evidentemente l’investigatore si riferisce a tale Emanuele Lo Turco, amico della Mileti, intestatario del cellulare dal prefisso 349 che veniva utilizzato da quest’ultima per contattare Attilio e viceversa. A volte, però, la Mileti usava ugualmente un’utenza intestata a suo nome che iniziava con il prefisso 340. Certo è che parlare di frequenti telefonate appare alquanto improprio. Basta prendere l’anno precedente alla morte di Attilio. In tutto il 2003 vi sono di fatto poche date nelle quali si registrano telefonate tra il dott. Manca e la sig.ra Mileti attraverso il numero 349 (intestato a Emanuele Lo Turco), così come per il n. 340. Interrogato il 24 agosto del 2004 Lo Turco aveva fornito la sua spiegazione. “Normalmente contatto Monica sul suo telefono cellulare n. 340, fino a quando alcuni mesi orsono la chiamavo su un’altra utenza cellulare di cui al momento non ricordo il numero. Monica mi aveva detto che aveva perduto il cellulare con la scheda corrispondente al suo numero e mi ha dato quello sopra riportato (il 340, ndr)”. Una sorta di chiarimento decisamente monco. Continua a leggere

Caso Manca, l’ex pg Minasi: “Un omicidio di Stato”

manca-attilio-lightDuro atto di accusa del magistrato in pensione che punta il dito su Napolitano
di Lorenzo Baldo

“Su Manca la verità non verrà mai fuori: è un episodio della ‘trattativa di Stato’, su cui il grande spregiudicato Napolitano si è giocato il tutto per tutto per stendere un velo. Se fosse necessario sarebbero capaci di uccidere di nuovo come hanno fatto con il povero Attilio Manca. Non li sottovalutiamo, son delinquenti non migliori dei mafiosi, solo più ipocriti”. Parole dell’ex sostituto procuratore generale di Messina, Marcello Minasi, affidate ad una delle pagine facebook dedicate al caso del giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) trovato morto in circostanze misteriose il 12 febbraio 2004. Un paio di giorni fa è stata la madre di Attilio, Angelina, a pubblicare quelle parole sulla sua bacheca dell’omonimo social network. Continua a leggere

Attilio Manca. A Viterbo “Un sistematico assassinio dell’intelligenza”

armeli-iapichino-luciano-500-1di Luciano Armeli Iapichino
Per dirla come Lionello Venturi, uno dei tanti docenti universitari che pagarono con la revoca della cattedra il netto rifiuto di giurare lealtà al regime fascista, a Viterbo, nel processo Manca va in scena un “sistematico assassinio dell’intelligenza”. L’orrore e la mattanza subiti dal giovane urologo siciliano, impressi nei fotogrammi della sua morte, dinanzi a cui una nazione intera si è raggelata e indignata, si sono tradotti sin dall’inizio in una commedia processuale e, alla fine, se l’esito sarà connesso ad un’assunzione volontaria di eroina, in una tragedia che resterà come onta vergognosa nella letteratura giurisprudenziale; uno di quegli scandali di Stato come tanti ancora irrisolti, sbattuti in faccia ad un’opinione pubblica inerme e, ancor peggio, vilipesa nella sua capacità di discernere il male e il bene, il corrotto e l’incorruttibile, il criminale e l’onesto, il complice e la giustizia. Continua a leggere

Processo Mileti: focus sulle impronte mancanti a casa di Attilio Manca

manca-attilio-impronta-digitaleQuei misteri irrisolti dietro le dichiarazioni di un poliziotto della questura di Viterbo
di Lorenzo Baldo

Impronte in casa di Attilio Manca? “Non ne abbiamo trovate”. La risposta è lapidaria. Al processo Mileti il vicesovrintendente della Questura di Viterbo, Stefano Belli, risponde così al giudice Silvia Mattei. Il sito Tusciaweb riporta le sue laconiche dichiarazioni. Nessun mistero, quindi, per il poliziotto della scientifica intervenuto nell’appartamento del giovane urologo barcellonese subito dopo il ritrovamento del suo cadavere. Belli spiega quindi di aver utilizzato polveri di alluminio e di non aver trovato nulla, per poi lasciare il campo ai colleghi di Roma. Che successivamente avevano invece individuato l’impronta del cugino di Attilio, Ugo Manca. Un personaggio che, al momento, è uscito di scena. Continua a leggere

Caso Manca, lo scoop al binario morto

manca-attilio-di Luciano Mirone
È trascorso un anno dal clamoroso scoop del giornalista Nuccio Anselmo a proposito del caso di Attilio Manca. Un anno da quando è stato scritto che l’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Me) è stato ucciso dai servizi segreti deviati su ordine di Cosa nostra. Da allora nessun segnale è arrivato dalla Procura distrettuale antimafia di Roma che nel 2015 ha ereditato le indagini dai colleghi di Viterbo. Un anno da quando si disse che quell’articolo – che riprendeva le dichiarazioni clamorose del pentito barcellonese Carmelo D’Amico – avrebbe “dato una svolta alle indagini”, ma la situazione appare ferma a quel maledetto 12 febbraio 2004, quando il giovane urologo di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) fu trovato morto nel suo appartamento di Viterbo – città dove lavorava nel locale ospedale da meno di due anni – con due buchi nel braccio sinistro (pur essendo un mancino puro) e due siringhe a pochi metri dal cadavere. Continua a leggere