Attilio Manca: quando un granello di sabbia va a bloccare un ingranaggio criminale

baldo-panfili-manca-copdi Francesca Panfili
Si è svolta presso la storica libreria di Perugia ‘L’una e l’altra’ la presentazione del libro ‘La mafia ordina: suicidate Attilio Manca’, edito da Imprimatur e scritto dal giornalista di Antimafia Duemila Lorenzo Baldo.
Il libro ricostruisce la storia del giovane urologo di origine siciliana, Attilio Manca, trovato morto nella sua casa di Viterbo nel febbraio del 2004. Una morte fin da subito enigmatica: il corpo del giovane fu trovato in casa con evidenti segni di tumefazione sul volto e con due buchi di siringa al braccio sinistro. La procura di Viterbo, che indagò per prima sull’accaduto, decretò la morte di Manca come un suicidio legato ad un mix di eroina, farmaci ed alcool, ma da subito emersero inquietanti contraddizioni sulla vicenda. Attilio Manca era infatti un giovane pieno di voglia di vivere, come traspare dai suoi commoventi scritti pubblicati nel libro di Lorenzo Baldo, e i suoi comportamenti non avevano mai dato occasione di pensare ad una persona labile psichicamente o con tendenze suicide. L’altro inquietante dettaglio è legato ai buchi di siringa trovati sul suo braccio sinistro, dato che il Dottor Manca era mancino e, come testimoniato anche dai suoi colleghi che con lui operavano, utilizzava la mano sinistra per lavorare e svolgere le sue mansioni quotidiane. E soprattutto non era un tossicodipendente. Le indagini sbrigative effettuate dalla Procura di Viterbo, tralasciano questi ed altri particolari della morte, fondamentali per comprendere realmente la storia dell’accaduto.
Sarà la famiglia del giovane medico e i suoi avvocati a ricostruire in questi anni ciò che si cela dietro la strana morte di Attilio. Una morte misteriosa che si intreccia a fatti e vicende ben più complessi ed apparentemente slegati, creando tutti i presupposti del tipico mistero italiano in cui, ai buchi neri e ai depistaggi, si legano impunità e silenzi di Stato.
La storia di Attilio Manca è connessa infatti a quella del super boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano, della sua lunga latitanza e del suo tumore alla prostata. L’urologo siciliano viene infatti coinvolto in questa vicenda per via della sua bravura professionale, come testimoniano alcuni pentiti che in questi anni hanno parlato della morte di Manca.
Attilio fu uno dei primissimi medici in Italia ad utilizzare la tecnica della laparoscopia per operare il tumore alla proposta. Una tecnica che il giovane medico, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, aveva appreso durante i suoi studi in Francia. Sarebbe stata proprio la sua bravura e la presenza di suo cugino Ugo Manca (condannato in primo grado per traffico di stupefacenti, assolto in via definitiva, secondo alcuni rapporti di polizia sarebbe stato vicino ad ambienti mafiosi) a creare i presupposti che portarono Attilio alla morte.
Al lettore colpisce il fatto che si tratti una storia che riguarda un uomo comune che potrebbe essere il classico amico, collega, vicino di casa, “colpevole” di essersi trovato in un gioco ben più grande ed inquietante. Una storia, come purtroppo tante altre storie del nostro paese, che vede la presenza di uomini dello Stato, mafia, massoneria e servizi segreti, implicati ed uniti nel compiere efferate nefandezze frutto di complesse e vergognose collisioni.
baldo-panfili-manca-intLa storia di Attilio Manca, a cui, dopo la morte, si aggiunse la tesi infamante del suicidio di un tossicodipendente anomalo, nelle pagine del libro rivive come un racconto in prosa di ingiustizie, vergognose trattative e sfacciata impunità.
Cosa aveva capito Attilio Manca su Bernardo Provenzano? Forse il giovane e geniale medico aveva riconosciuto il boss di Cosa Nostra o ancor peggio aveva riconosciuto gli uomini delle istituzioni e della mafia che lo coprivano e gli consentivano la latitanza.
Sono moltissimi gli interrogativi di questo tipo che sono emersi nel corso della serata di presentazione del libro a Perugia, seguita con attenzione dai presenti. Un pubblico attento ha potuto conoscere a fondo questa storia grazie alla minuziosa costruzione processuale e umana fatta da Lorenzo Baldo.
Ancora una volta quando degli uomini comuni come dei piccoli granelli di sabbia bloccano gli ingranaggi del grande e triste gioco del potere, fatto di corruzione, illegalità, morte e vergognose commistioni, assistiamo alle reazioni di un sistema violento che cerca di liberarsene velocemente infamandone la memoria.
Questo è ciò che è accaduto a uomini come Attilio Manca per i quali collettivamente dobbiamo adoperarci a chiedere che sia fatta chiarezza e giustizia, supportando i familiari impegnati da anni nella ricerca di una verità fino ad oggi negata.

Tratto da: antimafiaduemila.com