Presentazione del libro “Il suicidato” – Palermo, 17 Gennaio

il-suicidatoMercoledì 17 gennaio alle ore 17 presso la Casa di Paolo in via della Vetriera 57 a Palermo si terrà la presentazione del libro “Il suicidato” (ed. Salvatore Insegna) di Sara Favarò. All’incontro oltre all’autrice, parteciperanno Salvatore Borsellino, l’editore Salvatore Insegna, la Signora Angela Manca ed Augusta Schiera, mamma di Nino Agostino, anche lui assassinato, insieme alla moglie e al bimbo che portava in grembo, in circostanze ancora avvolte da una cupa coltre di nebbia.

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IL LIBRO
Il suicidato” è un libro intervista ad Angela Manca, madre di Attilio Manca, urologo che operò Bernardo Provenzano durante la sua latitanza e che fu ritrovato, successivamente, barbaramente ucciso. Ufficialmente la morte di Attilio Manca è stata riconosciuta come un suicidio, ma tanti, troppi indizi, anche fin troppo evidenti, lasciano spazio a ben altre interpretazioni. Ad oggi sono ancora aperti diversi processi che la famiglia Manca porta avanti al fine di avere una verità giudiziaria circa la morte del giovane urologo.
C’è una immagine che ha ispirato tanti artisti, ma che in Michelangelo ha trovato il vertice, mai più raggiungibile, dell’espressione di un dolore che può solo essere immaginato ma mai veramente capito da chiunque se non da una madre. Il dolore di chi vede il proprio figlio morire, in maniera innaturale rispetto al corso della vita, prima di chi gli ha dato la vita e quella vita lo vede abbandonare prima che la sua stessa vita, la vita di chi lo ha generato, giunga al termine. Ma c’è un dolore ancora più grande, il dolore di una madre, una madre come Angela Manca, che vede il proprio figlio non soltanto morire, ma essere anche scempiato dopo la morte. Non solo nel corpo, massacrato dai segni di un accanimento bestiale, ma anche nella memoria, infangata dall’accusa di essere dedito alla droga, di essersi lui stesso tolto quella vita che invece tanto amava….
Queste le parole di Salvatore Borsellino nella prefazione del libro di Sara Favarò.

Tratto da: antimafiaduemila.com