“Riesumate il cadavere di Attilio Manca”

manca-attilio-900Viterbo. “Riesumate il cadavere di Attilio Manca. Gli avvocati Antonio Ingroia e Fabio Repici, legali della famiglia del medico siciliano trovato cadavere il 12 febbraio del 2004 nella sua casa a Viterbo lo hanno chiesto al gip di Roma Elvira Tamburelli durante l’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione del caso avanzata dalla procura capitolina che aveva aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio.
“La procura – ha spiegato a Tusciaweb l’avvocato Ingroia - ha insistito per l’archiviazione, sostenendo che le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia non siano convergenti e sufficienti per un’iscrizione nel registro delle notizie di reato. Il pubblico ministero Maria Cristina Palaia, in aula, ha definito ‘inutili’ le ulteriori attività di indagine che abbiamo richiesto perché, secondo noi, indispensabili. Ovvero, le audizioni di altri collaboratori di giustizia e nuovi accertamenti e approfondimenti. Per la procura di Roma - continua l’avvocato Ingroia - queste ulteriori attività di indagine sono ‘inutili’ perché ha definito chiaro il quadro della vicenda, sostiene che il caso della latitanza di Bernardo Provenzano sia già stato chiarito e che non sia emerso alcun elemento che possa in qualche modo collegare il Capo dei Capi e Attilio Manca. Ma così, secondo noi, non è”.
La famiglia dell’urologo si è opposta alla richiesta di archiviazione. “Va rigettata - sottolinea l’avvocato Ingroia - anche perché il fascicolo per omicidio è stato aperto contro ignoti mentre nel registro degli indagati andavano scritti i nomi di Ugo Manca (cugino di Attilio, ndr) e di Rosario Pio Cattafi. Inoltre abbiamo depositato la relazione medico-tecnica del dottor Salvatore Giancane che con il suo parere supporta le nostre tesi. Le ultime opportunità scientifiche e tecnologiche - spiega l’avvocato Ingroia - permettono, anche a distanza di anni, di far diventare un cadavere principale fonte di prova. Per questo abbiamo chiesto la riesumazione della salma di Manca, che potrebbe dire se era davvero un tossicodipendente e dare la data approssimativa d’assunzione dell’ultima sostanza. E gli accertamenti sullo scheletro possono permettere di verificare eventuali traumi, colpi o lesioni subite”.

Il gip di Roma si è riservato
“Sarà dolorosissimo, ma spero fermamente che la richiesta venga accolta. Perché Attilio merita verità e giustizia”. È il commento di Angela Manca, madre dell’urologo, sulla riesumazione del cadavere del figlio.

Fonte: tusciaweb.eu

Tratto da: antimafiaduemila.com