Presentazione del libro ‘Suicidate Attilio Manca’ – Fossombrone, 9 Settembre

20170822-presentazione-suicidate-attilio-mancaSabato 9 settembre alle ore 17 presso la Casa degli Artisti in via Sant’Anna del Furlo, 39 a Fossombrone (PU), si terrà la presentazione del libro di Lorenzo Baldo “Suicidate Attilio Manca“.

Introduce l’incontro Anna Alessia Petrozzi, giornalista esperta di mafie. Intervengono: Andreaina De Tomassi, ex direttrice ANTIMAFIADuemilaMichele Altomeni, Fattoria della legalità e Marta CecconiLibera. Continua a leggere

Le parole di Armando Spataro non vanno prese sul serio

spataro-lodatodi Saverio Lodato
Si commette un gravissimo errore a prendere sul serio le parole del dottor Armando Spataro, procuratore di Torino, sul processo per la morte dell’urologo Attilio Manca. Cercherò di spiegare perché.
I precedenti della polemica sono noti ai lettori di ANTIMAFIADuemila (anche grazie agli articoli di Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo): una lettera-lenzuolata di Spataro sul “Fatto quotidiano”, la replica accorata, dolente e sbigottita di Angela, la mamma di Attilio, le ricostruzioni puntigliose e documentate, a più riprese, degli avvocati Antonio Ingroia e Fabio Repici, il laconico “pizzino” di Spataro (lo diciamo in riferimento alla scelta stilistica della brevità della risposta) con cui il procuratore torinese aveva creduto di chiudere la querelle con la famiglia. Continua a leggere

Il senso di Spataro per i familiari di Attilio Manca

manca-famiglia-2di Fabio Repici
Immaginate se qualche anno fa Antonino Di Matteo, magistrato della Repubblica (al tempo in servizio alla Procura di Palermo, ora alla Direzione nazionale antimafia applicato alla Procura di Palermo per il processo “trattativa”), avesse commentato sui giornali, all’indirizzo della famiglia Cucchi, l’angosciante vicenda della morte di Stefano, sostenendo a muso duro (al seguito di Carlo Giovanardi) la teoria negazionista secondo cui il loro congiunto fosse un tossicomane morto per causa propria e questo mentre c’erano un processo in corso e pure un’indagine disposta dal Procuratore Pignatone, arrivato a Roma molti anni dopo l’uccisione di Cucchi. Difficile pensare che Di Matteo non avrebbe passato seri guai disciplinari. Continua a leggere

Caso Manca, Spataro e quel (mancato) rispetto per le vittime e i loro familiari

spataro-armando-c-imagoeconomicadi Giorgio Bongiovanni e Lorenzo Baldo
Ho preso atto della lettera inviatami dalla signora Manca il cui dolore profondamente rispetto. Io ho riportato quanto scritto in sentenza e ritengo che non sia possibile replicare ai parenti delle persone decedute o vittime di reati, se non invitandoli a leggere attentamente gli atti processuali”. Il procuratore di Torino, Armando Spataro, parla di “rispetto” nei confronti del dolore di Angela Manca. Poi però la invita “a leggere attentamente gli atti processuali”. Un paio di contraddizioni in sole tre righe. Un bel record, non c’è che dire. Sarebbe questo il “rispetto” che merita una madre a cui hanno ucciso un figlio in circostanze misteriose? Per carità, nessuno si aspettava alcuna pietas da parte di un magistrato che si improvvisa difensore di ufficio dei suoi colleghi di Viterbo. Ma in queste occasioni il buon gusto di tacere sarebbe stato d’obbligo. E invece no: nessuna replica – nel merito – da parte di Spataro alle minuziose osservazioni elencate una dopo l’altra nella lettera della signora Manca pubblicata ieri dal Fatto Quotidiano. Continua a leggere

Gianluca Manca a Spataro: “Sconcerto per le sue dichiarazioni”

manca-attilio-c-emanuele-di-stefanoIl fratello di Attilio Manca commenta amaramente su facebook le dichiarazioni del Procuratore di Torino

“Probabilmente a qualcuno, queste foto, faranno male”. Sulla sua pagina facebook Gianluca Manca risponde indirettamente alle affermazioni del Procuratore di Torino, Armando Spataro, postando un paio di foto aghiaccianti del cadavere di suo fratello. “È doveroso, purtroppo, per me, familiare di Attilio Manca, ripubblicarle – scrive di getto -. In un giornale a tiratura nazionale, IL FATTO QUOTIDIANO, qualcuno ha detto che mio fratello era un eroinomane. La cosa sconcertante è che a riferirlo è il Procuratore Capo di Torino, Armando Spataro.
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“Voglio la verità per Attilio e cercherò ancora giustizia”

manca-angela-gino-c-giorgio-barbagalloCaso Manca
di Angelina Manca

Dopo l’intervento di Armando Spataro, risponde la madre dell’urologo che operò (forse) Provenzano. Il pm: “Io cito la sentenza”

Gentile dottor Spataro, le confesso che è stato per me un dolore (l’ennesimo) leggere il suo intervento sul Fatto Quotidiano e apprendere della sua certezza che mio figlio Attilio sia morto perché eroinomane e che solo “tesi complottistiche” possano sostenere che sia stato vittima di un omicidio. Le rivolgo queste parole, avendo considerazione del suo ruolo, da madre e da cittadina che pretende che la giustizia non sia traviata da omissioni e che la verità sia raggiunta attraverso ogni possibile accertamento. Nel caso, lei avrebbe ogni diritto di rimanere con le sue convinzioni. Ma finché l’autorità giudiziaria brillerà per inerzia non potrò consentirmi il silenzio. Continua a leggere

Anaam: “Chi chiede verità sull’omicidio Manca non è pazzo”

armeli-iapichino-luciano-500-1Lettera aperta
di Luciano Armeli Iapichino

Questa missiva è rivolta a chi si occupa ancora e/o vorrà farlo in maniera scrupolosa della vicenda dell’urologo siciliano, Dott. Attilio Manca;

a chi se n’è già occupato e ha archiviato il caso marchiando il defunto alla stregua di un tossicodipendente occasionale, “abile” a inocularsi un mix inusuale di eroina e tranquillanti nell’avambraccio sx – essendo un mancino radicale – in un giorno di ordinaria follia, di impegni professionali e appuntamenti con “pazienti, maestri di vita e luminari”, quali, ad esempio, il Dott. Ronzoni; Continua a leggere

In morte di Attilio Manca: parole come macigni

manca-moulin-rougeLa ricerca di una verità (negata) sul misterioso decesso del giovane urologo siciliano
di Lorenzo Baldo

Coerenza. Il procuratore capo di Torino Armando Spataro la cita nell’incipit del suo botta e risposta ad Antonio Ingroia pubblicato oggi sul Fatto Quotidiano. Peccato che si faccia fatica a ritrovarla nell’analisi del Procuratore. Che definisce Attilio Mancaassuntore non occasionale di eroina, unica responsabile del fatale evento”. Spataro cita quindi quegli atti secondo cui sarebbe accertato che il giovane urologo siciliano ritrovato morto il 12 febbraio 2004 “non subì alcuna violenza”. E i due buchi sul braccio sinistro, lui che era mancino? Per il procuratore di Torino è assodato che “Manca era chirurgo ambidestro e usava entrambi gli arti superiori per operare” tanto che alcuni suoi amici avevano dichiarato che il medico barcellonese “si iniettasse stupefacente anche con la mano destra”. Infine la prova regina: la consulenza tricologica che “ha consentito di affermare che l’urologo era assuntore non occasionale di eroina”. Eccoli qui i punti fermi della tesi di Spataro, quindi: “basta con il consueto repertorio di tesi complottistiche”, e soprattutto “basta con l’autoproclamarsi unici difensori del bene e della verità contro il male e gli inconfessabili interessi dei poteri forti o dei mandanti esterni di turno”. L’ombra di Cosa Nostra, massoneria e Servizi “deviati” dietro questa morte? “Ipotesi fantasiose”, aveva ribadito in aula il procuratore di Viterbo Paolo Auriemma. Dal canto suo Spataro – in questa sorta di difesa di ufficio – pare sia in perfetta sintonia con il collega viterbese. Continua a leggere

Caso Manca, Ingroia: “Fu un processo di Perizie infami”

ingroia-spataro-610Il caso è aperto – Come le inchieste di Contrada e Dell’Utri: la verità alla fine verrà fuori
di Antonio Ingroia*
Ringrazio Armando Spataro per il riconoscimento della mia coerenza, che ricambio, vista la sua costanza nel criticare le mie tesi anche quando, come in questo caso, suffragate da fatti difficilmente confutabili, risultanti non solo dagli atti processuali, per lo più carenti, ma anche da quelli dell’inchiesta della Commissione Antimafia, pubblici e perciò facilmente consultabili da chiunque.
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Diffamazione, Ingroia condannato a risarcire Petroselli

ingroia-petroselliGuerra tra ex pm. Per le frasi pronunciate in conferenza stampa contro il titolare dell’inchiesta sul caso Manca

Viterbo. Oltre il diritto di critica.

Nelle parole di Antonio Ingroia, in un’accesa conferenza stampa nel 2014, il tribunale di Perugia vede un’offesa all’ex collega Renzo Petroselli. Termina così il primo atto della guerra giudiziaria tra gli ex pm di Palermo e Viterbo. Continua a leggere