Domenica 20 Ottobre 2019

di Giuliano Girlando e Luca Teolato
Il caso “Attilio Manca”, l'urologo trovato morto a Viterbo nel 2004, dopo l'archiviazione si è spostato ieri (mercoledì, ndr) dalla Procura di Viterbo a Facebook, il popolare social-network.
Dopo l'articolo pubblicato su Globalist.it “Attilio Manca, è stato suicidato un uomo”, passate più di dodici ore, e un soggetto dal suo profilo commentava così l’articolo rivolgendosi alla mamma di Attilio Manca:

“Gentile signora, suo figlio era in castelvetrano il 5 maggio 2003 ricoverato in ortopedia, appoggiato in chirurgia generale perchè troppo piena... io stesso ho preparato la stanza undici per un vecchio che dovevo assistere... ma che forse era già ricoverato nell'altro reparto... sapevo che era per prostata ma non capivo di prima mattina x in ortopedia... intuivo che c'era qualcosa che non andava... dopo un po' fatto il letto, si presentava alle ore 7,45, un vecchio di statura piccola tanto da essere portato in braccio,da un uomo coi capelli bianchi, alto e robusto e gentile con cui ho parlato e non aveva alcun tipo di accento... il vecchio dopo l'arresto, l'ho riconosciuto come bernardo provenzano, dato che si era presentato come gaspare troia... il nome io non l'ho scritto nella cartella termometrica,perchè dicevano che era in chirurgia... l'uomo coi capelli bianchi, l'ho riconosciuto come salvatore lo piccolo e il figlio sandro... erano 15 persone,troppe per un vecchio in una stanza sola.Sentivo dire che c'era un medico famoso di roma. Proprio così, mai viterbo,che era esperto in tumori di prostata, che sapeva solo lui fare tale intervento.Ma che ci veniva a fare a cv, se c'erano altri ospedali... boh... era vestito coi pantaloni e dolcevita mattone che ha in foto,ma capelli che coprivano le orecchie... un dolcevita a maggio...strano... sembrava buttato dal letto... io sono stato vicino a lui, e era circondato come se era un coniglio in mezzo ai serpenti... che comportamento... aspettavano le lastre fatte in che mentre veniva preso a bracci oda due esseri, tra cui il figli sandro e uno figlio di un tale che si è impiccato,era circondato peggio di uno che volesse scappare,sono andati dal primario e si sono chiusi... io turbato... e poi ancora di più... ero solo per molte ore con provenzano e lo piccolo padre, parlavo con loro,e il vecchio, che avevo scambiato per un preside in pensione e glielo detto, mi ha risposto con un sorriso a un milione di denti... scriveva su un quaderno a righi nero e bordi rossi,che io usai solo a tempo del terremoto del 68,per questo mi incuriosì tanto x da tanto non vedevo una cosa simile...gli ho servito il tè e le fette biscottate... poi suo figlio gli ha detto la diagnosi,visto che ero a pochi centimetri,con voce tutto che limpida e accento strambo, quasi di paura... ma che razza di dottore è... me lo sono chiesto x tanto tempo... poi ho capito... c'erano, poili ho visti su il mensile S, e ho provato panico,tutti boss,tra cui l'impiccato e un brutto, grosso, coi occhi celesti, mafioso di carini,il figlio angelo provenzano che firmava foglie uno brutto che poi sol odo recente ho riconosciuto come messina gerlando di ag... insomma un summit... ora basta... ecco al verità su suo figlio e midimentichi...sono in galera e si consoli...non cerchi di mettersi in contatto... ho paura e panico... diceva che era un piccolo interventino perchè tumoretto benigno alla prostata, ma doveva essere portato in costa azzurra dove non lo so, ma da uno che era stato suo maestro per operarlo e non c'era da preoccuparsi... doveva vedere il disappunto del vecchio... poi ho saputo che nel primo pomeriggio tutti si erano volatizzati...

La vicenda è stata ripresa anche dal sito Notte Criminale. Dopo che anonimi e mitomani hanno segnalato in passato alla famiglia Manca vicende mai provate sulla morte di Attilio, probabilmente per la prima volta a distanza di anni, una persona, di cui non si sa ancora ovviamente se l'identità reale sia legata al profilo facebook, descrive un incontro diretto tra l’urologo e Bernardo Provenzano. La prima volta a detta anche dei familiari di Attilio Manca. Una pista, tutta da verificare, che potrebbe far parlare di un delitto di mafia. Pista che gli inquirenti di Viterbo in passato hanno scartato forse troppo frettolosamente. Questo nuovo soggetto che si è fatto avanti su facebook potrebbe avere oggi il compito di far riaprire le indagini sul caso “Attilio Manca” se si presentasse presso la procura a rilasciare dichiarazioni spontanee; ipotesi purtroppo poco probabile. Per anni la famiglia Manca ha combattuto chiedendo verità e giustizia senza arrendersi. Oggi occorre coraggio da parte di chi sa e potrebbe aprire uno squarcio su questo muro di gomma che da troppi anni non permette ai familiari di Attilio di sapere cosa successe dieci anni fa.

Tratto da: antimafiaduemila.com

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