Sabato 14 Dicembre 2019

di Domenica Iannello
Sono intervenuti la madre Angela Manca, il figlio Gianluca, il prof. Salvo Presti, Luciano Armeli che ha pubblicato il volume "Le vene violate", l'assessore alla cultura Tiziana De Luca ed il dirigente scolastico Renato Candia

Gli uomini passano, le idee restano” (G. Falcone)

La scuola dice no alla mafia
L’istituto Lipari santa Lucia, ha aderito all’iniziativa dell’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli, con l’I.C. “Monte Amiata” di Rozzano (MI), assieme al MIUR Ministero dell’Istruzione, denominata Concorso Nazionale ‘Il Fumetto dice NO alla mafia - Premio Attilio Manca’. L’attività si propone di indurre gli studenti alla riflessione sull’importanza della memoria storica di vicende e uomini che si sono opposti alla mafia e di quanti, anche oggi, nonostante i rischi, contrastano tale sistema criminale in nome della legalità. In tale contesto questa Istituzione scolastica ha organizzato un incontro di approfondimento sulla tragica vicenda legata alla figura del dott. Attilio Manca, l’urologo a cui è dedicato il premio relativo all’iniziativa didattica di cui si parla. Lunedì 11 novembre, gli alunni delle classi di scuola secondaria di 1°grado di questa Istituzione Scolastica incontreranno la sig.ra Angela Manca (madre di Attilio), il Giudice onorario Gianluca Manca (fratello di Attilio) e il prof. Luciano Armeli (autore del libro “Le Vene Violate” che ricostruisce le vicende legate al caso giudiziario).

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La lotta alla mafia e ad ogni forma di criminalità organizzata è un argomento sempre di grande attualità ed assume ancora più significato se ci si rivolge ad una platea di giovani studenti che stanno costruendo il loro futuro.
La valenza educativa di questo incontro è indubbia e di profondo valore.
Trasmettere i valori della giustizia, del coraggio della denuncia, della consapevolezza che i guadagni facili e il successo lavorativo ottenuto con forme di compromesso rendono l’essere umano poco degno di essere chiamato tale, è di grande importanza.
Questa occasione di confronto con una realtà, come quella mafiosa, deve costituire un arricchimento del curricolo scolastico ma anche un momento di crescita e riflessione personale. Ricordare chi ha perso la vita perché volontariamente oppure involontariamente ha avuto rapporti con le organizzazioni mafiose, permette di mantenere memoria viva delle assurdità e brutalità che vengono commesse.
Uomini valorosi hanno scelto consapevolmente di lottare la criminalità organizzata, purtroppo molti sono vittime inconsapevoli. Che la vita di questi uomini e di chi lotta per avere giustizia sia ad esempio per tutti.

Tratto da: notiziarioeolie.it

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