Martedì 21 Maggio 2019

Lumia: “Bisogna usare poteri d'inchiesta”. Il libro ''Suicidate Attilio Manca'' depositato negli archivi
di Miriam Cuccu - Video e Fotogallery
Un vero e proprio appello alla politica è stato lanciato ieri alla Camera dei deputati, alla presentazione del libro del vicedirettore di ANTIMAFIADuemila Lorenzo Baldo, ''Suicidate Attilio Manca'' (edizioni Imprimatur). Qui i familiari, Angela e Gianluca Manca, madre e fratello dell'urologo barcellonese trovato morto l'11 febbraio 2004 in circostanze più che misteriose, davanti ai componenti della Camera hanno potuto raccontare il calvario vissuto in questi anni e avanzare precise richieste. “Pretendiamo la verità, come familiari ma soprattutto come cittadini italiani. – afferma Gianluca, all'incontro coordinato dal giornalista Maurizio Torrealta e dove l'attrice Annalisa Insardà ha letto alcuni brani del libro – una verità che non sia alterata da mascheramenti”. Ma oltre alla verità giuridica, ha aggiunto, “chiediamo vi sia una presa di posizione da parte della politica italiana su ciò che è avvenuto alla Procura di Viterbo” per “cercare di capire se questa abbia eseguito le indagini con comportamenti superficiali o addirittura volontarie e coscienti omissioni”.
“Il proposito – è intervenuta Giulia Sarti, componente M5S della Commissione antimafia – è quello di non fermarsi alle precedenti audizioni e trovare delle risposte. Il libro 'Suicidate Attilio Manca' deve essere depositato nell'archivio della Commissione parlamentare antimafia”. All'assunzione dell'impegno da parte della Commissione, affinchè si faccia tutto il possibile per fare in modo che emergano i legami tra la vicenda di Attilio e il mondo mafioso (dietro la quale si staglierebbe la protezione della latitanza del boss Bernardo Provenzano), si è aggiunto anche il senatore Beppe Lumia. L'indagine condotta dalla Procura di Viterbo su Attilio Manca, ha dichiarato, è “un'azione giudiziaria vergognosa” che “la Commissione ha toccato con mano” durante le audizioni del pm Renzo Petroselli e del procuratore Alberto Pazienti. “E' necessario – ha aggiunto – usare quei poteri diretti di inchiesta per far comprendere i quesiti posti dal libro e dagli avvocati difensori” ha aggiunto Lumia. Sul punto è intervenuto anche Antonio Ingroia, avvocato dei Manca insieme a Fabio Repici, richiamando “l'esposto da noi presentato alla Procura nazionale antimafia” affinchè questa “svolga un ruolo di sollecito e stimolo nelle indagini della procura di Roma e Messina” che al momento “lavorano sul caso Manca in maniera non convergente” auspicando un aiuto da parte della Commissione antimafia. “Con un documento daremo elementi per supportare l'importanza dell'inchiesta” ha risposto il senatore.

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Attilio Manca – ha rilanciato ancora Ingroia – è stato stritolato dalla rete mafioso-statale che proteggeva Provenzano, garante mafioso della trattativa” e assicurare così “lunga vita all'uomo dello Stato infiltrato nella mafia. È in questo contesto che si capiscono i depistaggi e le manomissioni sulla scena del delitto”. “La politica – ha aggiunto – deve assumersi un impegno in più: restituire l'autonomia e l'indipendenza alla magistratura e creare le condizioni affinchè si possa fare un certo tipo di indagini”. E sulla recente introduzione del reato di depistaggio: “Un risultato importante che il potere legislativo ci ha consegnato, anche se tardivamente”. “Noi l'abbiamo vissuto in prima persona” ha replicato Paolo Bolognesi, membro della Commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e la morte di Aldo Moro e presidente dell'associazione tra i familiari delle vittime della strage di Bologna. “Un bel segnale – ha commentato – che la legge sul depistaggio sia stata approvata con larghissima maggioranza, anche se sono serviti tre anni per arrivare a questo risultato. Il vostro caso – ha detto rivolgendosi ai familiari di Attilio Mancalo chiamerei di 'depistaggio moderno'. Anche se la legge che entrerà in vigore il 2 agosto non avrà efficacia retroattiva – ha poi aggiunto – mi auguro che in qualche modo possa essere applicata in questo processo”.
“Invito la Commissione parlamentare antimafia a riprendere in mano il caso di Attilio Manca – è stato poi l'appello di Repici – non è pensabile che ci possa essere ancora quella diserzione alla quale abbiamo assistito perchè andava messo il dito nella piaga dei depistaggi giudiziari”. “Occuparci di questa vicenda – ha proseguito – significa studiare una parte di deviazioni del Paese che fanno parte di un 'tutto' molto più vasto” verso le quali “la nazione ha delegato ai familiari delle vittime queste attività”. “Tanti che hanno responsabilità politiche e giornalistiche dovrebbero chiedere scusa per il cono d'ombra nel quale dolosamente è stata lasciata Barcellona Pozzo di Gotto – ha commentato ancora Repici – per questo è sperabile che la Commissione parlamentare antimafia metta come primo punto l'impegno di investigare politicamente su cosa è stata ed è Barcellona”, dove “le istituzioni in generale ed i magistrati in particolare giocavano un'altra partita”, citando la recente condanna dell'ex procuratore procuratore di Messina Cassata.
Anche Baldo si è unito alla richiesta di chiarezza sulla vicenda: “Chiedo alla Procura di Roma (titolare delle indagini, ndr) di approfondire alcuni sputi fondamentali per fare in modo che non si vada verso il binario morto”. Ma a fare l'ultimo “affondo” è stata la madre di Attilio, Angela: “Ciò che più mi ha amareggiato in questi anni – ha detto in collegamento video – è stato il silenzio delle istituzioni e della stampa nazionale. Mi rivolgo a voi parlamentari: cercate di aiutarci a rompere questo muro di gomma sull'omicidio di mio figlio”.

Tratto da: antimafiaduemila.com


Il video integrale della diretta streaming

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